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Novatore, l'anarchico arcolano che leggeva Baudelaire

di Alberto Scaramuccia

una storia spezzina
Abele Ricieri Ferrari conosciuto come Renzo Novatore

- Un paio di puntate fa si è detto di Dante Carnesecchi, l’anarchico individualista rimasto ucciso in uno scontro con i carabinieri, un episodio la cui modalità suscitò perplessità. Dante viene considerato anche un futurista, il movimento di Marinetti che nella sua accusa alla società lasciava spazi anche a una sinistra estrema che nutriva disgusto per il passatismo borghese contro il quale opponeva il fascino dell’eversione violenta.

Di anarchici individualisti futuristi di sinistra ce ne furono anche alla Spezia, specie in quel di Arcola. Di loro, l’esponente forse più famoso è Giovanni Governato, un pittore che, dopo l’esordio come xilografo ne "L’Eroica" di Cozzani, si ritrova nell’avanguardia pittorica con Balla e Boccioni. Ha anche qualche problema con la giustizia: lo accusano di aver fornito documenti falsi all’amico arcolano Renzo Novatore. Lo processano ma viene assolto grazie ad una magistrale arringa difensiva dell’avvocato Enzo Toracca, iscritto al fascio e futuro Podestà.

Il vero nome di Novatore era Abele Ricieri Ferrari ma presto adotta il nome con cui è maggiormente conosciuto. Se il padre lo obbliga a lavorare i campi, resta forte in lui la volontà di conoscere il mondo attraverso i libri. Autodidatta, legge Stirner e Nietzsche che lo formano, ma non rinunzia a leggere le cose della vita attraverso il proprio personale punto di vista. Ha presto problemi con la giustizia. Nel 1910, ventenne, lo accusano di avere incendiato una chiesa di
Arcola; chiamato alle armi nel ’15 si rende irreparabile, cosa da cui differisce dall’amico Governato che fu invece decorato. Processato in contumacia, è condannato a morte, pena da cui lo salva l’amnistia.

Il biennio rosso lo vede protagonista di azioni di lotta: la Spezia era allora un centro militare di primaria importanza e il munizionamento che aveva, era un goloso bottino per chi voleva fare come in Russia. Con l’avvento del fascismo il nostro si unisce a Sante Pollastri, bandito piemontese, con cui effettua rapine. I carabinieri li sorprendono in un’osteria di Teglia, borgo di Genova. S’accende una sparatoria in cui trova la morte il Ricieri che aveva scelto di chiamarsi Novatore forse perché era desideroso del nuovo.

Fu pensatore, poeta, scrittore. A lui dobbiamo il ritratto dell’amico compagno Dante Carnesecchi che disegna su "Il Libertario" come persona chiusa in sè stessa. Una sua frase ne chiarisce l’indole: “Il mio spirito, farfalla velenosa dalle sembianze divine, è attratto dei peccaminosi profumi che emanano i fiori del male”. Una lettura che aveva formato Novatore erano state le poesie di Baudelaire.

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