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Sisti va sotto sull'Irpef, a Santo Stefano rischio fine corsa

La conferma dell'aliquota non passa. Nei prossimi giorni l'ora della verità. Ma, nel caso, sarebbe una caduta del tutto a ridosso del voto, previsto in autunno.

6 a 5
Paola Sisti

Sarzana - Val di Magra - La conferma dell'aliquota Irpef (0.8, il massimo consentito), pratica propedeutica al bilancio, vede andare sotto l'amministrazione comunale di Santo Stefano, guidata dal sindaco Paola Sisti. In sede di votazione finisce con 6 espressioni di contrarietà contro 5 favorevoli, più l'astensione del consigliere Salvatore Stelitano (Italia viva). A dire no, tutta l'opposizione: Insieme per voltare pagina (gli esponenti leghisti Paola Lazzoni e Silvio Ratti), Santo Stefano popolare (Francesco Ponzanelli, Alberto Monticelli e Pietro Serarcangeli), il socialista Angelo Zangani del Misto. Voto favorevole da parte della sindaca, del vice sindaco Alessandro Capetta, dell'assessore Jacopo Alberghi, della capogruppo Chiara Battistini e della consigliera Enrica Ruscelli. Non era presente alla discussione della pratica la capogruppo di Italia viva Nicla Messora, mentre c'era Gionni Giannarelli, ma senza diritto di voto in quanto assessore esterno e non consigliere. “Avremmo auspicato che l'aliquota tornasse allo 0.5, dimostrando una maggior sensibilità in questo periodo difficile”, ha sottolineato la capogruppo Lazzoni; su analoga lunghezza d'onda il collega di gruppo Ratti: “La gente ha guadagnato meno, ci sono persone sostenute dai genitori e dai nonni. Serviva un ritocco verso il basso”. “Non c'era motivo di alzare l'Irpef nel 2019, questione che provocò una crisi di giunta a cui poi non si è rimediato, ed è altrettanto immotivato confermare oggi l'aliquota, in un momento in cui per di più tante famiglie non arrivano a fine mese”, ha incalzato Zangani, definendo l'attuale assetto Irpef “un'ingiustizia perché chi ha 15.500 euro paga quanto chi ne ha 100mila”. “Credo ci fossero le condizioni per fare un ragionamento e arrivare a una diminuzione quantomeno di uno 0.1 – ha osservato Stelitano, preannunciando l'astensione – e credo sia giusto riaprire il tema della progressività della tassa”.

La sindaca Sisti, ricordato che per chi è sotto i 15mila euro annuali c'è l'esenzione totale dall'imposta, ha affermato che “l'Irpef in questo momento storico serve per far sì che chi ha di più dia a chi ha di meno o niente. Facile ma non serio dire 'abbassiamo le tasse'. Le spese vanno coperte. Si può tagliare ma il prezzo è tagliare anche i servizi. Un punto in meno di Irpef sono 109mila euro. Possiamo ad esempio trovarli togliendoli ai 400mila dei servizi sociali, ma poi come aiutiamo le fasce deboli che vi stanno tanto a cuore? Mi avete spesso accusata di essere populista: non la sono né la sarò mai. Populista è il vostro atteggiamento sull'Irpef, che va contro il popolo, ed è strumentale perché intende colpire me”. E ancora: “Capisco la minoranza, non capisco la maggioranza, che ha da dieci giorni la documentazione in mano e non ha fatto sapere nulla rispetto alle sue intenzioni di voto”. Lazzoni è poi nuovamente intervenuta criticando la prima cittadina: “Non va bene definire poco serio e populista chi è contrario alla conferma dell'aliquota, né ho gradito argomentazioni, in merito ai servizi, che tirano in ballo persone fragili e in situazioni di bisogno. Un atteggiamento poco serio”. “Rimando al mittente l'accusa di populismo”, ha dichiarato Stelitano, precisando che “Italia viva ha detto all'universo mondo che avrebbe dato appoggio esterno sui singoli provvedimenti”, dicendosi altresì “perplesso in merito al concetto di condivisione sollevato da chi non ha condiviso e non ha fatto maggioranze. Condivisione significa percorsi concordati”.

“Ho qua i messaggi mandati alla capogruppo (di Italia viva, Nicla Messora) – ha replicato Sisti – in cui dieci giorni fa mi rendevo disponibile a organizzare una riunione e la risposta è stata 'Ci risentiamo per metterci d'accordo': ma nessuno mi ha mai richiamato per poter fare una riunione di maggioranza.... siamo stati una maggioranza un po' folkloristica. E non accetto le accuse di mancata condivisione, è una bufala. Le maggioranze sono state regolarmente sabotate, in maniera scientifica. Me ne sono fatta una ragione, ormai siamo alla fine. Ci saranno modi di disegnare altre maggioranze”. Dal vice sindaco Capetta è giunto un richiamo alla “responsabilità dei consiglieri comunali. Gli effetti di questo voto possono essere non banali. Non è irrealistico immaginare che, non trovando consenso del consiglio un pezzo di bilancio, si creino le condizioni per la sostituzione di una amministrazione eletta con una figura prevista dal nostro ordinamento (un commissario prefettizio, ndr). Non so quanto la nostra comunità possa trovarne giovamento. Ognuno di noi in questo frangente si prende le sue responsabilità. In questo passaggio è importante cercare di dare testimonianza di come amiamo la nostra comunità e avere la lucidità di capire quali siano gli atti necessari”. Capetta ha altresì segnalato come l'ente potrebbe affrontare in gestione commissariale, nei prossimi mesi, tappe rilevanti come quella legate alla ex Cava della Brina.
Fatta la votazione, con il governo comunale, come detto, andato 'sotto', il consiglio è proseguito con altre pratiche, per poi terminare verso le 20, quando la sindaca Sisti ha dato appuntamento all'assise “tra pochissimo tempo per affrontare il bilancio di previsione. Nel giro di dieci giorni ci sarà un altro consiglio comunale”. Dieci giorni che paiono decisivi per vedere se ci saranno i numeri per portare avanti l'attuale esperienza amministrativa, o se una nuova debacle ne sancirà i titoli di coda nel segno della frattura antica e stridente tra l'anima Pd e quella Italia viva. Ad ogni modo, il voto è previsto per l'autunno e senza Covid-19 saremmo già stati nel pieno della campagna elettorale.

N.Re

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