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"Discussione digestore tardiva? Peracchini la negò già a novembre"

Associazioni e comitati inviano una serie di interrogativi tecnici in Provincia. Intanto Vezzano si appresta a ricorrere al Tar.

"Chi fa rispettare piano d'area?"

Sarzana - Val di Magra - “Dopo l’incorporazione di Acam spa in Iren spa, è venuto meno il soggetto pubblico firmatario del contratto di servizio che regola l’esecuzione della gara del Project financing. Il Consiglio Provinciale con la delibera 48 del 6 agosto 2018 ha riconosciuto a sé la titolarità di garante pubblico del contratto per conto dei Comuni. A chi compete far rispettare l’oggetto della gara dal momento che il Progetto Saliceti ne stravolge i contenuti, provocando un incremento di business per Recos ben superiore al 30%? A chi compete dare esecuzione al contratto e alle clausole, ivi compresa la bonifica del sito di Boscalino, come chiaramente fissato nella delibera del Consiglio provinciale n. 48 del 6 agosto 2018? E in quale modo? Una recente sentenza del TAR sulla mancata surroga del consigliere Davide Natale ha ribadito che la VAS sul Piano d’area è stata correttamente conclusa. Quindi il Piano d’area è valido. Chi è tenuto a farlo rispettare? Il parere favorevole, espresso dal dirigente Casarino al 'Progetto Saliceti' in sede di Conferenza dei servizi sul PAUR 397, come si concilia col Piano d’area, coerente col Piano regionale 2015, che recepisce il contratto di servizio (punto 9 pagina 6 della richiamata delibera 48)?”. Questi gli interrogativi rivolti alla Provincia attraverso una lettera inviata stamani dai sodalizi Sarzana, che botta!, No Biodigestore Saliceti, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva e Italia Nostra. La missiva, rivolta al presidente Peracchini, al segretario generale Priore, al dirigente Ambiente Casarino, all'Ufficio legale e, per conoscenza, ai componenti del consiglio provinciale, principia affermando che “Per la seconda volta il presidente della Provincia Pierluigi Peracchini ha negato al Consiglio provinciale di poter pronunciarsi sulla materia dei rifiuti e del sito, che è proprio di competenza consigliare. Lo ha fatto col supporto tecnico e giuridico della segreteria generale e dell’ufficio legale e del dirigente ambiente”.

Gli attivisti continuano dichiarando che “il presidente Peracchini e il consigliere sarzanese Luca Ponzanelli di 'Cambiamo' hanno detto che ormai una discussione politica è tardiva, perché il progetto è stato approvato. Fingono di dimenticare che il presidente Peracchini ha negato la stessa discussione a novembre quando la Conferenza dei servizi doveva ancora deliberare”. Ma se da un lato c'è l'aspetto politico, dall'altro c'è quello tecnico-giuridico, nel quale si inoltrano le domande menzionate in apertura. “Confidiamo che i consiglieri provinciali le sostengano”, scrivono comitati e associazioni. Intanto, sul piano della giustizia amministrativa, il Comune di Vezzano ha incaricato un legale per fare ricorso al Tar per fermare il biodigestore, come spiegato l'altra sera in consiglio provinciale dal vice sindaco Simone Regoli, capogruppo dell'opposizione in Via Veneto. “A Vezzano – così Regoli - siamo stati anche attaccati perché in principio abbiamo detto che, prima di ricorrere alle vie legali, era necessaria la voce della politica, che però è stata la vera assente in questo percorso”.

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