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Ultimo aggiornamento: Sabato 12 Giugno - ore 12.51

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OSIMHEN STELLARE, TRAVOLTI DA UN NAPOLI TROPPO FORTE | Foto

I colpi del nigeriano affossano i pur volitivi ragazzi di Italiano: è Zielinsky ad aprire le marcature poi la doppietta e un assist certificano la prestazione dell'attaccante di Gattuso. Effimero il punto aquilotto, firmato Piccoli.

aspettando le altre
OSIMHEN STELLARE, TRAVOLTI DA UN NAPOLI TROPPO FORTE

La Spezia - SPEZIA-NAPOLI 1-4
Marcatore: 16'pt Zielinsky, 23'pt Osimhen, 44'pt Osimhen; 18'st Piccoli; 34'st Lozano

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Vignali, Ismajli, Chabot, Marchizza; Estevez (32'st Acampora), Ricci, Maggiore; Verde (1'st Piccoli), Agudelo (32'st Saponara), Gyasi (22'st Farias). A disp. Zoet, Galabinov, Agoume, Terzi, Bastoni, Ferrer, Saponara, Pobega, Erlic. All: Italiano

NAPOLI (4-3-3)
Meret; Di Lorenzo, Manolas, Rrahmani, Hysaj (23'st Mario Rui); Fabian Ruiz, Demme, Zielinski (23'st Mertens - 30'st Elmas); Politano (30'st Lozano), Osimhen (38'st Petagna), Insigne. A disp. Contini, Ospina, Zedadka, Bakayoko, Costanzo, D'Agostino, Labriola. All: Gattuso

Arbitro: Massimiliano Irrati di Pistoia
Assistenti: Filippo Meli di Parma e Stefano Alassio di Imperia
Iv Uomo: Valerio Marini di Roma1
Var: Luca Banti di Livorno; Avar: Mauro Vivenzi di Brescia
Ammoniti: Hysaj, Ricci, Vignali, Osimhen

PRE-PARTITA
14.10 - In un anno normale, un anno pre-Covid, avremmo serenamente parlato di stadio tutto esaurito con la facile previsione di duemila tifosi partenopei presenti per continuare a credere in un posto Champions. Senza il contorno di pubblico rimane il caldo... atmosferico: da questa mattina sembra calata improvvisamente l'estate sull'estremo levante della Liguria con temperature ben al di sopra dei 22°. E probabilmente anche l'aspetto climatico si farà sentire nel contesto di una partita di 90' in cui lo stress fisico cui è sottoposto qualsiasi giocatore in questo momento dell'anno si unisce all'aspetto psicologico, a maggior ragione se ci sono traguardi ancora da tagliare. Negli ultimi precedenti al Picco coi partenopei c'è stato poco da fare: lo Spezia si aggrappa giustamente al ruolino di marcia interno visto che nelle ultime sei partite ha vinto tre volte e pareggiato altrettante.

14.17 - Non sorprende mister Italiano, lo Spezia scenderà in campo con la formazione annunciata: nel tridente d'attacco non ci sono nè Piccoli nè Galabinov ma Kevin Agudelo che agirà da falso nueve come già fece in alcune gare invernali, peraltro molto ben giocate. Ai suoi lati Verde e Gyasi, mentre in difesa Vignali la spunta su Ferrer e Marchizza su Bastoni. Fisicità e centimetri al centro della difesa con la coppia Ismajli-Erlic mentre in mediana il trio Estevez-Ricci-Maggiore con Saponara, e non solo lui, pronto a subentrare dopo il gol vitale di Verona. Nel 4-3-3 di Gattuso, Demme vince il ballottaggio su Bakayoko per un posto davanti alla difesa, con Fabian Ruiz e Zielinski interni di centrocampo. Politano e non Lozano a destra del tridente mentre Osimhen, che si è allenato regolarmente, sarà al suo posto. Partenopei senza Koulibaly e Maksimovic, pilastri del pacchetto difensivo.

PRIMO TEMPO
L'ultimo miglio, il più difficile. Quello in cui la luce in fondo al tunnel sembra allontanarsi e per questo genera le paure di buttare via tutto proprio quando conta: a Bologna così come a Genova e a Verona, lo Spezia è sembrato condizionato da quel fattore mentale che è marchio di fabbrica di chi è abituato a giocare e soffrire soprattutto in una categoria che non ti regala nulla. Attenzione certosina dunque soprattutto a disturbare la classe di quel Politano che aveva impressionato a San Siro e che alla prima palla utile, mette in difficoltà Marchizza, abile ad accompagnarlo sul fondo dopo averlo inseguito sullo spunto individuale. Dalla parte opposta Hysaj deve usare le maniere forti per fermare la ripartenza appena iniziata da Verde: squadre corte, stesso modulo e strategie simili fra Spezia e Napoli che prediligono una ragnatela di passaggi per poi verticalizzare improvviso alla ricerca di Osimhen da una parte e di Agudelo dall'altra. All'11 Vignali sbaglia l'appoggio consegnando la palla a Osimhen che punta gli avversari e giunto al limite dell'area fa partire una conclusione a giro che si spegne ad un niente dal secondo palo della porta aquilotta: brivido al Picco, primo squillo Napoli.

Due gol in 7', il Napoli è implacabile. E conferma di essere in formissima.
Lo schema ospite è piuttosto chiaro: sfruttare la velocità di Osimhen e servirlo quando si trova in linea coi difensori di casa come al 13' quando Vignali è bravo a prendergli il tempo e a chiudere una diagonale perfetta, evitando guai peggiori. Il Napoli passa dopo un'assurda inversione di fallo che punisce Maggiore: dove Irrati ha visto la scorrettezza del capitano c'è invece il fallo nei suoi confronti. Da cui, di fatto, si genera il vantaggio: minuto 15, spazi sulla sinistra dove Di Lorenzo fa una perfetta fludificazione che lo porta ad arrivare sul fondo e a servire nel mezzo Zielinsky appena fuori dall'area di rigore: girata a colpo sicuro e Provedel può soltanto guardare la palla insaccarsi. Bellissimo il gol ma è evidente che uno dei centrocampisti in maglia bianca non ha coperto la marcatura come avrebbe dovuto. Reazione Spezia ma al 22' il Napoli va in porta con due passaggi: è Osimhen ad approfittare della difesa altissima per volare verso Provedel e batterlo sul primo palo. All'andata il Napoli calciò in porta mille volte e sbagliò l'impossibile, oggi Gattuso legittima tutto alle prime occasioni, confermando che il suo Napoli è la squadra più in forma in questo finale di campionato.

Tris Osimhen, la difesa dello Spezia dorme. E la gara è già finita.
Un intervento al limite costa a Matteo Ricci un cartellino giallo che lo terrà fuori mercoledì a Marassi, poco dopo che il Napoli era tornato a bussare alla porta di Provedel con la conclusione di Hysaj che non finisce lontano dallo specchio. Due squadre tecnicamente imparagonabili ma c'è anche una questione tattica: anche oggi dedicata a Ricci c'è una marcatura asfissiante di Zielinsky che non permette al regista romano di dare fluidità alle giocate. Italiano ordina il pressing totale alla ricerca di un errore di impostazione di una difesa comunque perforabile e al 41' per poco la pressione di Agudelo non genera guai: il rimpallo con Rrhamani è in out, a volte è anche una questione di fortuna. Il gol arriverà nel finale di tempo, ma dall'altra parte: al 44' Gyasi stende Politano, la punizione battuta velocemente scavalca l'inerme difesa aquilotta e permette a Osimhen di ricevere e battere con un diagonale imparabile.

SECONDO TEMPO
Gara ampiamente in cassaforte per il Napoli, protagonista di un grande primo tempo e Spezia che deve già iniziare a guardare la sfida infrasettimanale di Genova che, a questo punto, diventa quasi un season-match. Nello Spezia entra subito Piccoli e dopo 40'' è Chabot a mandarlo in porta con un ottimo lancio a scavalcare ma l'attaccante bergamasco viene anticipato sul più bello dal tempismo di Manolas. Sul 3-0 il Napoli si prende una tregua anche fisiologica ma solo per quanto concerne la fase offensiva perché i campani non smettono mai di pressare i portatori di palla e per lo Spezia è difficile anche solo arrivare alla trequarti altrui. Quando poi si può accelerare il Napoli qualcosa lo combina sempre: al 12' Politano, partendo da destra, converge verso il centro e fa partire un sinistro siderale che non scende abbastanza. Sì, il Napoli gioca sul velluto, ha il pieno controllo del match e non sembra mentalmente aver perso lo smalto di chi vuole centrare l'obiettivo: la squadra di Gattuso barcolla soltanto al 15' sull'insistito pressing che permette ad Agudelo di attaccare lo spazio e servire al centro Piccoli, murato da Manolas sulla torsione.

Lo Spezia (almeno) s'è desto: Piccoli sigla il gol della bandiera.
Tre minuti più tardi e l'attaccante di proprietà dell'Atalanta può esultare riaprendo almeno platonicamente una partita che il Napoli non ha mai dato la sensazione di potersi lasciar sfuggire: molto del merito è però di Marchizza che si fa quaranta metri palla al piede per poi scaricare su Gyasi che scodella verso il centro dove Estevez anticipa tutti e calcia in porta: Meret ci arriva ma non trattiene e Piccoli non può sbagliare, siglando il suo quinto gol in campionato con la maglia bianca. E' un gol che restituisce un po' di fiducia ai padroni di casa che tornano ad esercitare un pressing più convinto: il Napoli usa il mestiere, imponendo un po' di quel giro palla che può spegnere le ultime energie per poi improvvisamente verticalizzare il gioco.

Spezia e Napoli si fermano qui. Testa a Genova.
Complice un match di grande attenzione e sostanza, al 27' arriva la prima giocata della sua finora deludente partita: delizioso Insigne per come esce da una doppia marcatura per poi servire Politano col contagiri ma Chabot non gli regala spazi e riesce a stoppare il diagonale. Nel Napoli entra anche Mertens ma la sua gara dura soltanto 7': uscirà mestamente zoppicando, con Gattuso che non la prende certo bene. I dolori del Napoli, se così si possono chiamare, finiranno al minuto 34 con il gol di Lozano che concretizza alla perfezione il passaggio di Osimhen, in versione assist-man: dapprima Irrati segnala il fuorigioco poi il Var pesca Marchizza più indietro della linea difensiva e giustamente lo corregge. Minuti per Saponara, Acampora e Farias, il match non ha più nulla da dire e adesso le squadre pensano ad evitare cartellini e infortuni. Cinque gol bastano, lo Spezia perde sotto i colpi di un Osimhen, l'uomo giusto contro l'avversario perfetto per le sue carattistiche di contropiedista: i bianchi adesso attendono i risultati delle altre e proiettano sguardo e sentimenti verso Marassi.

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